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“Il crollo” fa assolvere due giornalisti: “papi girl” non è diffamazione

Notizia davvero curiosa da Avellino: un giudice, rigettando la querela presentata contro due giornalisti da Emanuela Romano – fondatrice, con Francesca Pascale, del comitato “Silvio ci manchi” -, ha sentenziato che l’espressione “papi-girl” non costituisce diffamazione.Ma quel che più incuriosisce è che Il crollo è entrato nelle motivazioni del magistrato, come ‘fonte’ per la decisione:

In otto pagine di motivazioni il giudice ricostruisce genesi e significato dell’espressione «Papi girl», inserita peraltro nel «Dizionario semiserio delle 101 parole che hanno fatto e disfatto la Seconda Repubblica» pubblicato da Lorenzo Pregliasco per Editori Riuniti. «Il Tribunale osserva che con l’espressione giornalistica Papi-girl, di cui si duole la parte offesa, si vuole indicare quel gruppo di giovani e belle ragazze che negli ultimi anni sono balzate agli onori della cronaca per avere intessuto rapporti di amicizia e di frequentazione con l’ex presidente del Consiglio Berlusconi, e che in alcuni casi hanno rivestito importanti cariche nelle istituzioni, locali e nazionali, spesso contraddistinguendosi per una forte identificazione personale e politica nella figura del Presidente Berlusconi

(Corriere del Mezzogiorno, 25 settembre 2013)

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Treccani, speciale su “Il crollo”

Il sito dell’Enciclopedia italiana Treccani dedica un ampio speciale alle parole della politica italiana a partire dal libro Il crollo, all’interno del magazine di Lingua italiana curato da Silverio Novelli.

Introduce un colloquio (intitolato Politica: un temporale ciclico di parole nuove) fra Lorenzo Pregliasco, autore di Il crollo, e il linguista Gian Luigi Beccaria, curatore della postfazione al volume:

È risaputo che anche le parole importanti progressivamente si svuotano, nel dibattito politico: le grandi parole, come democrazia, libertà, giustizia, sembrano aver perso la propria forza, il proprio senso. E sempre più si usano parole che soltanto in apparenza sono chiare, solide, concrete: si parla di programmi o proposte concrete – ma poi quel concreto risulta vago e generico –, di vere riforme – quali? –, di vera giustizia, seria e responsabile.

Sono poi presentate tre voci pescate dal dizionario – casta, milleproroghe e papi – e commentate da tre studiosi di diverse discipline (Valentina Grassi, Giulio Vesperini e Nicola Boccianti).

Buona lettura!